La nostra visita nell’affascinante centro storico di Capalbio, dove si può accedere solo a piedi, comincia attraversando la porta a doppio arco sormontata da uno stemma dei Medici con iscrizione del 1602, dove si trova ancora il portone in legno e ferro, che nei secoli passati, veniva chiuso al calar del sole per evitare incursioni non desiderate.

Le mura merlate conservano ancora il camminamento originale della ronda. Sulla destra troviamo l’Arco Santo al di sopra del quale è incastonato nel muro un ritratto in marmo dell’imperatore Adriano del II sec. d. C. Continuando a salire si percorre Via Collacchioni fino ad arrivare a piazza della Rocca, con la fortificazione a forma di “L” con torrione su base a scarpa e cortile chiuso. Annesso al torrione troviamo Palazzo Collacchioni, al cui interno è conservato il pianoforte che suonava Giacomo Puccini durante i suoi soggiorni a Capalbio.

Dalla deliziosa Piazza Magenta potrete percorrere vari tronconi di cinta muraria, ricordando che a Capalbio la cinta muraria è doppia (su due livelli, uno più in alto ed uno più in basso) e sicuramente, oltre alla meravigliosa vista che ne godrete, vi trasmetteranno un fascino antico che non vi farà dimenticare tanto presto questo caratteristico borgo.

Tempo libero a disposizione e pranzo in ristorante tipico

Pomeriggio dedicato alla visita del Giardino dei Tarocchi, parco artistico ideato dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle situato nei pressi di Pescia Fiorentina, popolato di statue ispirate alle figure degli arcani maggiori dei tarocchi.

La costruzione ispirata al Parc Gueill di Gaudì a Barcellona fu iniziata nel 1979 e l’artista ha identificato il giardino come il sogno magico e spirituale della sua vita, per gran parte dedicata alla costruzione delle ventidue imponenti figure in acciaio e cemento ricoperte di vetri, specchi e ceramiche colorate.

L’accesso al Giardino è costituito da un doppio muro di recinzione in tufo, opera dell’architetto Mario Botta, con una sola grande apertura circolare al centro. Botta ha cercato di interpretare il sentimento di “separazione” tra il Giardino ed il mondo esterno che Niki de Saint Phalle chiedeva: il muro è inteso quindi come una “soglia”, da varcare per entrare in una “pausa magica” nettamente divisa dalla realtà di tutti i giorni.

Varcata la soglia, la strada sterrata sale fino alla grande piazza centrale occupata da una vasca e sovrastata dalle figure unite della Papessa e del Mago, i primi arcani maggiori dei Tarocchi che segnano l’inizio del percorso. Circondata dal verde e dalle sinuose panchine, la piazza, una sorta di grande anfiteatro sovrastato dalle altre, coloratissime sculture, comunica immediatamente quell’impressione di incantesimo, fascinazione, gioco e di splendida visionarietà che anima l’intero Giardino. La vasca circolare in cui si raccolgono le acque sgorganti a cascata dalla scalinata che procede dalla enorme bocca aperta della Papessa, con al centro la scultura meccanica della Ruota della Fortuna. Le strade che si dipanano dalla piazza centrale giocano nell’opera un ruolo fondamentale: sul cemento che le ricopre, infatti sono incisi indelebilmente appunti di pensiero, memorie, numeri, citazioni, disegni, messaggi di speranza e di fede, snodandosi in un percorso soprattutto spirituale. Sul costone destro, la piccola scalinata che sale dalla piazza passa sotto la figura del Sole, incarnato nel grande uccello del fuoco, bianco, rosso e giallo, appollaiato sopra un grande arco azzurro, nel quale è evidente il richiamo alla iconografia degli indiani d’America.

Prezzo a persona € 69,00

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